domenica 19 ottobre 2008

GUERRA PER I SINTI...INTRAMONTABILE



Tanti popoli nei tempi passati hanno visto l’orrore della guerra,
Ma l’orrore che à visto il popolo dei Sinti non là visto nessuno… e stato oggetto di razzismo e di discriminazione razziale, e stato uno dei popoli più martoriato e più odiato da diverse etnie, è stato oggetto d’esperimenti, torture e di divertimenti per le “SS”. Specialmente le donne e i bambini… violenze carnali, esperimenti perché gemelli, con occhi verdi ecc, tantissime donne private ad essere mamme gia da bambine.
Il Sinto e stato “ed ancora” il popolo più odiato da tutte l’etnie del mondo, per la maggior parte dalla popolazione gagio era considerato un essere vivente di nessuna utilità, essere di bassa plebe, delinquente, nato solo per un errore ecc. Per questi motivi veniva usato per il più umile e peggior scopo, picchiato, maltrattato e denigrato, solamente per divertimento o per sport.
Nell’ epoca i Sinti giravano per il mondo a piedi senza nessun tipo di trasporto, “d’inverno” dormendo nei fienili e nelle grotte senza riscaldamenti, e d’estate sotto gli alberi coprendosi con il fieno. Nel passare degli anni incominciarono a costruirsi dei piccoli carri tirati a mano, servivano sia a portare i loro averi sia a dormire, e pian piano con gli anni che passarono costruirono dei carri più grandi, trainati da cavalli o buoi, dove potevano viverci e dormire anche d’inverno.
Già in quell’epoca le forze d’ordine “ varie volte con un motivo”, ma la maggior parte delle volte era senza un preciso motivo, era solo perché vedevano un accampamento di Sinti venivano a chiedergli, i documenti e che cosa facevano in quel posto, dopo aver fatto le loro informazioni, venivano subito mandati via, e se non andavano via con le buone allora dovevano andarci con le cattive, malmenandoli e distruggendo le loro cose, non gli davano nemmeno il tempo di mangiare o di dormire la notte, perché svegliare dei Sinti anche se sono adulti, bambini, ammalati o stanchi non c’era nessun’importanza perché essendo Sinti non avevano nessun tipo di diritto, perciò via sloggiare, e così i Sinti hanno incominciato a nascondersi, a cercare dei posti dove non li trovavano e posti dove potevano stare tranquilli per un po’di giorni.
Il tanto odio per i Sinti era solo perché se c’era una mela marcia nel popolo sinto! Per i gage tutto il popolo Sinto era marcio non il singolo !! parole povere “un Zingaro ruba… tutti i zingari rubano”non e un ladro singolo, ma e un popolo ladro!!! Ma quando un gagio ruba, non rubano tutti i gage, il gagio che ruba e considerato un delinquente singolo, non come il zingaro.
E ancora oggi per tantissimi gage per i Sinti non e cambiato niente e rimasto come tanti anni, c’e’ ancora razzismo, discriminazione, odio e il Sinto e rimasto ed rimarrà per sempre un popolo indesiderabile.
Un po’ di tempo fa una pattuglia di polizia e entrata nella proprietà privata del consorzio firmian, dove esiste un accampamento Sinti provvisorio, erano le ore 17 10 circa, di domenica 08 ottobre 2006 entrarono senza scendere e spegnere la macchina, senza che nessuno li avesse mandati, “l’anno anche detto che erano di passaggio e che sono passati per caso”, forse solamente per disturbare, solamente per sport o perché non avevano niente di meglio da fare, così vanno dai Sinti a far vedere la loro superiorità, e chi e che comanda, chiedendogli i documenti a casa loro, senza nessun motivo, facendo finta di non sapere che erano i Gabrielli di via resia (Sinti nativi e stabili a Bolzano.)

Mai le forze d’ordine vengono dai Sinti per fare amicizia, per farsi volere bene, per chiacchierare, per vedere se tutto va bene o se anno bisogno di qualcosa, ho per dire che se avete bisogno noi chiamate verremmo subito, senza guardare di che etnia siete, siete cittadini Italiani anche voi!!!
Come fa il Sinto a fidarsi delle forze d’ordine, a vivere tranquillo, sentendosi addosso gli occhi sospettosi e accusatori di tutti, carabinieri, polizia, cittadini gage, ecc,ecc. ci fanno capire che essendo Sinti non abbiamo nessuna fiducia da parte di nessuno, ci fanno sapere in tutte le maniere che siamo sempre sotto controllo, anche se non facciamo niente di male, anche se non andiamo a rubare o a far casini vari, anche se siamo a casa nostra, anche se non diamo nessun fastidio a nessuno, anche se nessuno li chiama o li manda, o forse vengono senza essere chiamati o mandati perché hanno l’ordine dai loro capi di sorvegliare sia di giorno che di notte tutti i Sinti di Bolzano, senza dare “o non ha” importanza che siano o non siano delinquenti, lavorano o non lavorano, basta essere Sinti ! persone inaffidabili per tutte le popolazioni del mondo.
Ecco perché per i Sinti e i Rom di tutto il mondo la crudeltà della guerra non finirà mai, e incominciata ma non e mai finita, che cosa dovrebbero fare per un cambiamento di vita! Devono rifiutare, abbandonare o rinnegare il loro credo, la tradizione, cultura, usanza e lingua tramandata da generazione in generazione, nascondere che sono un popolo diverso !!
“Sinto”
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STORIA, CAMBIAMENTO, ETNIE...

la quasi scomparsa delle altre etnie.
CHI a cambiato e distrutto la etnia, l’usanza e tradizione degli uomini rossi d’America, gli uomini neri d’Africa, gli Incas, gli Atzechi, i Ebrei, gli Zingari! Anno distrutto anni di tradizioni di usanze, e tutto questo solamente perché avevano un altro credo, una diversa Cultura, tradizione e usanza, impossibile accettare la verità; che cerano persone di diverse etnie, culture, questo era inaccettabile e perciò era meglio sopprimerli, ucciderli tutti, imporli ad una cultura e tradizione diversa, nuova, sottometterli a tutti i costi.
Per questi motivi sono rimaste ben poche le persone in questi popoli martoriati per secoli, e chi e rimasto a dovuto cambiare la sua tradizione,ed suo modo di vivere, ma non solo ha anche dovuto abbandonare il suo credo, la tradizione, la cultura, l’orgoglio, il coraggio, la dignità, il suo tradizionale lavoro e la piu importante di tutto la “ LIBERTA’ ” anno voluto uccidere proprio tutto.
E ancora oggi, per quei pochi Sinti che sono sopravissuti all’olocausto, a quella terribile distruzione di popoli, per i Sinti e Rom la persecuzione, l’emarginazione, la discriminazione ed i pregiudizi, il razzismo continuano, non hanno capito quello che anno fatto nel passato, vogliono rifare tutto di nuovo, vogliono ancora che noi Sinti abbandoniamo tutto, forse siamo i soli che abbiamo ancora un po’ di tradizioni, ed ancora come nel passato, non va bene che ci siano persone di diverse etnie, di diverse culture,oggi non possono ammazzarci perché non ci sono guerre, ma vogliono ancora sottometterci alla loro volontà, alle loro tradizioni e culture. Ma non ci hanno cambiati abbastanza? Non ci hanno decimato abbastanza? Ma cosa vogliono fare, dove vogliono arrivare, vogliono solo un popolo unico…il popolo ariano! Ma non può esistere, perchè esistono tantissimi popoli di diverse etnie sparse per tutto il mondo.
Il razzismo c’e’ sempre stato e ci sarà sempre, finche ci saranno persone che vorranno sottomettere altre persone.

ANCORA OGGI ANNO...2008

Sinti e Rom...dopo anni di un quasi silenzio...
ritorna la schedatura.
la perpetua persecuzione continua...
Oggi nell’anno 2008, Maroni a dato il via alla Polizia di prendere le impronte digitali a tutti gli abitanti di tutti campi nomadi in Italia, (stranieri e italiani) compresi tutti i bambini ancora minorenni, esseri umani marchiati come animali, fotografati e schedati già da piccoli come delinquenti e criminali, l’unico reato colpevoli d’etnia diversa…Sinti e Rom.
Maroni ha riproposto le leggi della Germania, esistenti nei anni 1890, 1909,1920 e 1938, sono stati emanati e dimenticati ormai da più di cento anni fa.

I rastrellamenti d’oggi sono eguali ad allora, all’orrore passato durante la seconda guerra mondiale dai Sinti, Rom ed Ebrei, oggi la differenza e nulla, stiamo tornando al tempo dove rinchiudevano tutti i Sinti e Rom, senza distinzioni d’età e sesso, stiamo tornando alla seconda guerra M, alle disposizioni dal Reichsführer SS e Capo della polizia tedesca, «regolamentazione della questione degli zingari – in base alla disposizione della polizia degli stranieri del 22 agosto 1939 (RGBI. I p. 1053».
Il Mondo…l’Europa…il Governo italiano…il Presidente d’Italia…nemmeno il Santo Padre si fa sentire…personaggi che con un misero piccolo gesto potrebbero fermare tutto quest’assurdo odio razziale, che si sta evolvendo sempre più forte, in tutta l’Italia, si stanno nascondendo, facendo finta di non sentire e vedere il male che si sta perpetuando verso i popoli dei Sinti e Rom, stanno aspettando che un altro olocausto…un nuovo Porrajmos divori tutti, soltanto ala fine interverrà qualcuno a denunciare un altro, a portare un colpevole davanti ad un giudice.
Come fa la gente a dormire, ad alzarsi la domenica mattina, recarsi in chiesa con tutta la famiglia a pregare, a confessarsi, chiedendo “mi assolvi padre perché o peccato” come fanno a credere in Dio se partecipano tacendo, accettando e permettendo applaudendo tutto il male che sta perseverando in Italia. Come fanno tutte le chiese, le religioni… a stare in silenzio, a permettere tutto questo.
I Sinti e i Rom ancora oggi, dopo 60 anni dalla grande guerra, stanno ripassando tutto l’orrore, la paura, la disperazione che hanno provato all’epoca, sono ancora braccati e perseguitati, devono ancor fuggire nascondendosi nelle campagne e nei boschi, tenersi lontano dai centri abitati. Un vento gelido entra nella mente, nel cuore, la disperazione, l’orrore, la paura vista attraverso gli occhi dei bambini, delle donne e dei vecchi, fanno scoppiare le vene di rabbia, ma anche di crepacuore, perché un pensiero forte, sempre più grande si fa strada, ci ammazzano tutti, dove andiamo, cosa facciamo, con cosa ci copriamo quanto fa freddo, i nostri bambini come faranno a crescere sani e forti, senza mangiare e bere , coma possiamo vivere in mezzo a tante barbarie, in mezzo a tante cattiverie…la consapevolezza certa che non si può far niente, i più forti sono loro, i Sinti e i Rom non hanno dei soldati, degli eserciti che li difende, che li salva dal nemico, non possono nemmeno difendersi da soli, perché non hanno nessun tipo d’arma, ne fucili, e ne bombe atomiche, nella loro religione, nella mente, nel cuore non c’e’mai stata la guerra.
I Sinti e i Rom non hanno nessuno che li aiuta, non hanno terre, capitali, petrolio, oro, miliardi, forse se avessero tutto questo, qualcuno direbbe con voce autorevole , Basta Italia…smettila.
Allora di nuovo come allora, stanno cercando di rinchiudere, di scacciare e di eliminare tutte le etnie Sinti e Rom, dopo aver visto che il grande assassino “Adolf Hitler” all’epoca non c’era riuscito, oggi ci riprova d’Italia, coinvolgendo e istigando all’odio razziale, la maggior parte della popolazione italiana, dichiarando che i Sinti e
Rom sono tutti dei criminali, colpevoli dei reati più grandi e crudeli del Mondo,e se tutti i Rom e Sinti d’Italia scomparirebbero…anche tutto il male scomparirebbe.

Rom e Sinti danno fastidio a tutti…non perché rubano…non perché sono sporchi o per le mille ragioni che gli si vuole attribuire…no non per tutto questo…se davvero il motivo principale e quello che gli si vuole attribuire…allora si dovrebbero punire tutti i popoli, perché questo si trova in tutti i popoli esistenti al Mondo.

Il Dott. Johann Trost ex deportato a Dachau, alla sua testimonianza resa alla commissione Olandese per i crimini di guerra.
< Tutti disprezzavano gli zingari, di razza pura o meticcia: tutti, dai deportati alle SS. Allora perché rinunciare? Chi si sarebbe lamentato? Chi avrebbe testimoniato? Gli zingari contavano ancor meno degli ebrei. Gli zingari non avevano nessuna rappresentanza negli stati che li avevano visti nascere. Essi non esistevano a livello nazionale o internazionale. Al limite siamo stati in presenza di un delitto perfetto. Un delitto senza cadaveri. Chi volete ancora oggi che reclami uno zingaro. >

La stupidità più grande nel mondo è la paura del diverso…ma l’ignoranza più grande e non ammettere che tu stesso sei un diverso fra i mille diversi…

DISCRIMINAZIONE E L'ODIO RAZZIALE NEGLI ANNI

La perpetua persecuzione dei Sinti e Rom
1890
Organizzato in Germania uno speciale congresso sul tema Zigeunergeschmeiss ("la schiuma zingara"). Le forze militari vengono ufficialmente autorizzate a regolare i movimenti degli zingari.

1899
Viene istituita a Monaco di Baviera la Zigeunerpolizeistelle, un ufficio di polizia con specifici compiti di controllo sugli zingari. Il corpo nasce in seguito ad un’esplicita richiesta del Servizio informazioni sugli Zingari, creato, nello stesso anno, dal funzionario statale Alfred Dilmann, per lo sviluppo di apposite ricerche sulla comunità Rom e Sinta.

1909
Un’apposita conferenza dedicata "al problema zingaro" decide di marchiare a caldo tutti i Rom e Sinti tedeschi per una più facile identificazione.

1920
Karl Binding ed Alfred Hoche, introducono la nozione "delle vite indegne di vita" suggerendo la sterilizzazione e l’eliminazione dell’intera comunità Rom e Sinta. Questa nozione verrà eletta a fondamento delle teorie sulla razza del nazismo del 1933.

1922
Tutti gli zingari presenti in territorio tedesco devono essere fotografati e rilasciare le proprie impronte digitali.

16 luglio 1926
In Baviera l’Ufficio Centrale per la lotta alla piaga zingara vara legge numero 17 detta "Zigeuner- und Arbeitsscheuengesetz" (Legge contro zingari e renitenti al lavoro). Un provvedimento che, oltre ad impedire l'accesso in territorio tedesco, creava una sorta di ghettizzazione per tutti quei Rom e Sinti già presenti in Baviera. Un’imposizione che si conforma come una palese violazione dei termini della costituzione di Weimar.

1927
In Baviera vengono sviluppati i primi "campi speciali" per incarcerare gli zingari. Otto mila Rom e Sinti verranno reclusi in questi autentici protocampi di concentramento.

1928
Tutti i Rom sono posti sotto sorveglianza permanente della polizia. Il professor Hans Gunther pubblica un documento in cui sostiene che gli zingari "hanno introdotto l'anima straniera in Europa". Aumenta il numero dei "campi speciali".

1930
Avviate le procedure di sterilizzazione per tutti i Rom e Sinti della Germania.

1933
Il Nazismo introduce una legge per legalizzare la sterilizzazione postulata dai dettami dell’eugenetica. Un provvedimento adottato per prevenire il dilagare di "zingari e la maggior parte dei tedeschi di colore nero".

1934
Consolidati i metodi di schedatura, sterilizzazione e deportazione principalmente verso campi di concentramento di Dachau, Dieselstrasse, Sachsenhausen. Due leggi pubblicate durante quest’anno proibiscono ai tedeschi di sposarsi con "ebrei, zingari e negri".

1935
Promulgate le Leggi di Norimberga. Secondo tale provvedimento gli zingari devono essere perseguiti a protezione dell'anima e dell'onore tedesco. L' unione con la gente bianca è rigorosamente proibita.

1938
Tobias Portschy pubblica "Die Zigeunerfrage", fondamento ideologico dello sterminio zingaro.

12-18 giugno 1938
Si svolge la Zigeuneraufraumungswoche (la settimana di pulizia dagli zingari"). Centinaia di Rom e Sinti in Germania ed Austria sono arrestati, malmenati ed imprigionati. Himmler predispone che determinati Rom e Sinti siano mantenuti in vita alla stregua di "monumenti storico-antropologici" affinchè gli li si possa nel tempo studiare. Raccomandazione mai rispettata.

8 dicembre 1938
Heinrich Himmler emana un decreto fondamentale nella storia dello sterminio zingaro. Il provvedimento, il cosiddetto Zigeunererlass, riguarderà, per la prima volta, esclusivamente la "razza zingara", suddivisa in zingari nazionali e stranieri. Mentre per questi ultimi veniva espressamente vietato l’ingresso in territorio tedesco, per i primi diventava possibile, attraverso una lunga serie di acrobazie burocratiche, ottenere documenti e carte d’identità eccezion fatta per il porto d’armi.

1939
Reinhard Heidrich, per ordine di Adolf Hitler, vara il cosiddetto "editto di insediamento", in base al quale tutti gli zingari vengono obbligati a risiedere in campi di abitazione, appositi quartieri-ghetto collocati nelle periferie cittadine.

7 ottobre 1939
Himmler riceve il titolo di Commissario del Reich per il rafforzamento della nazione tedesca. Di sua piena competenza diventano i trasferimenti delle popolazioni "indesiderate".

1940
La prima massiccia azione genocidale dell'Olocausto avviene in gennaio quando 250 bambini Rom e Sinti sono usati come cavie per esaminare gli effetti del cristallo del cianuro al campo di concentramento di Buchenwald. La prima deportazione "ufficiale", espressamente richiesta dal Reich avviene il giorno 27 aprile quando, seguendo una direttiva del decreto VB n.94/40, si disponeva il trasferimento forzato degli zingari in stirpi chiuse nel cosiddetto Governatorato generale della Polonia occupata.

26 maggio 1940
Viene aperto il campo di concentramento di Auschwitz: il più grande campo del Reich.

1941
I Rom e Sinti sono le prime popolazioni cui viene espressamente proibito di prestare servizio nell' esercito.

31 luglio 1941
Heydrich, capo dell’ufficio principale di sicurezza di Reich, mette in moto la macchina dell’Endlosung, la soluzione finale per uccidere tutti gli ebrei, gli zingari ed i malati di mente. Comincia l'Olocausto.

24 dicembre 1941
Ottocento Rom e Sinti sono assassinati in un'azione nella notte in Crimea.

16 dicembre 1942
Himmler emana il cosiddetto Auschwitzerlass; un atto che prescriveva il totale internamento nel campo di Auschwitz degli zingari senza alcuna considerazione in merito alla loro presunta o effettiva "purezza razziale".

1° agosto 1944
Quattromila Rom e Sinti sono gassati ed inceneriti a Auschwitz-Birkenau durante l’azione ricordata come Zigeunernacht.

1945
Con la fine della guerra, la popolazione zingara annientata dai nazisti oscillerà tra il 70% e l'80% . Nessun Rom o Sinto è stato chiamato a testimoniare durante il processo di Norimberga e, di conseguenza, nessuna riparazione è mai stata pagata ai Rom e Sinti come vittime dell’olocausto.



sabato 9 agosto 2008

SINTI IN PIAZZA - MILANO



07-07-2008

Centinai di Sinti in Piazza a Milano, tutti di cittadinaza italiana.

si sono incontrati da varie città d'Italia per contrastare le schedature e le impronte digitali ai bambini Sinti.

sabato 19 luglio 2008

MICROAREE

MICROAREE PER IL POPOLO
"SINTI"

NELLA PROVINCIA DI
BOLZANO


LAVORO/HABITAT

LAVORO/HABITAT

DEI POPOLI SINTI E ROM IN ITALIA.



IL POPOLO DEI SINTI:

LAVORO:

Per tutti i popoli del mondo il Sinto non lavora ed sempre disoccupato.

I Sinti di tutto il Mondo, nella più remota storia hanno sempre lavorato, praticando dei lavori tradizionali, tramandati da generazioni dai propri avi, il lavoro più storico e significativo e quello del spettacolo viaggiante, come il Circense e il Musicista.
Il lavoro dei Sinti era acquisito dall’esperienza tramandata dagli avi, qualsiasi lavoro praticato era senza nessun tipo di documento o laurea, senza nessuna assunzione diretta e duratura.

Il lavoro praticato all’epoca dai Sinti era;
Musicisti, Liutai, Pittori, Giostrai, Circensi, Ferraioli, Venditori ambulanti, Commercianti di Cavalli, Orafi, Aggiustatori di Pentole ecc. Clown, Saltimbanchi, Domatori d’orsi, ecc, Mangiatori di Fuoco, Costruzione di Cesti, Sedie, Borsoni, Fiori intagliati dai rami e tanti altri.
Il loro lavoro durò finche dei Principi, non schiavizzarono tutti i Sinti e i Rom che si trovavano nei loro territori, questo soltanto per non retribuire il meritato compenso alla loro manodopera, i più richiesti all’epoca erano i Fabbri, per la loro formidabile abilità nella costruzione della armi bianche, “coltelli, spade, balestre ecc,” e i Musicisti, Racconta fiabe, Burattinai per i loro divertimenti.
All’epoca, tutti i Sinti dovettero nascondere la loro bravura nel lavoro tradizionale, cercando altri lavori che non destavano nessun tipo d’interesse ai Principi.

Le attuali attività svolta all’epoca, grazie all’evento dell’Industrializzazione dell’Urbanizzazione e della radicale trasformazione dell’economia e per motivi riguardante la storia…La richiesta dei lavori tradizionali Sinti, cesso immediatamente, le attività economiche delle famiglie Sinte sono estremamente varie e mutevoli: cioè sono plurime in un dato momento per il medesimo individuo, e tanto più lo sono per l’insieme degli individui che cambiano nel tempo.
Gli individui agiscono all’interno della famiglia che è agente nei rapporti interni ed esterni al proprio gruppo sociale. Nella cultura Sinta il lavoro è inteso come collaborazione tra i singoli individui che appartengono sia al nucleo familiare sia alla famiglia allargata.
Grazie ai divieti di sosta alle carovane, camper e nomadi, ( il divieto di girovagare e accamparsi nelle svariate regioni d’Italia. )Causò danni irrimediabili per i popoli dei Sinti, come non esercitare il lavoro tramandato dai propri avi.
Negli archi degli anni i Sinti sono stati costretti, obbligati a cambiare i lavori tradizionali, storici in lavori nuovi, come il commerciante di automobili, il raccoglitore di ferro vecchio e la loro vendita, pulizie, la vendita bonsai, bottiglie di vetro modellate a fuoco ecc.
Pochissimi Sinti oggi stanno praticando il proprio lavoro tradizionale, i più storici che resistano ancora, oggi sono i mestieri dello spettacolo viaggiante il Circense, il Giostraio, il Musicista e il Venditore Ambulante, (centrini, calze, scope, fiori, ecc.) la maggior parte, tutti lavori praticati in nero.
Tutti questi mestieri sono concepiti come “vendita (di beni e servizi) a clienti”. Oltre alla significativa connotazione commerciale, ciò che contraddistingue le attività economiche dei Sinti è la loro pluralità, connessa al luogo, al momento, all’occasione/opportunità. Sebbene esistano tendenze proprie del gruppo di appartenenza, chiunque può sviluppare attività diverse. Per esempio, un Sinto può vendere frutta in estate, recuperare e vendere ferri vecchi in autunno, ecc.

A differenza della cultura maggioritaria (in senso numerico) nella cultura Sinta il lavoro non assume una valenza sociale.
Non essere un lavoratore dipendente permette di non rimanere eccessivamente coinvolto in un universo estraneo; permette cioè di non avere una vita troppo condizionata dall’esterno. E stato scritto che il Sinto o il Camminante può essere povero, ma mai proletario…
Per una famiglia Sinta che esercita o sceglie di esercitare un mestiere, ciò che in primo luogo assume importanza è il modo di esercitarlo. Questo fa sì che la scelta delle attività sia sempre il risultato di un compromesso fra la necessità di avere una fonte di reddito e l’aspirazione a mantenere uno stile di vita in un contesto mutevole.
Da sottolineare la ricerca condotta dalla Mantovana ”Associazione senza Frontiere”, con il supporto dell’Associazione Sucar Drom, (MN) si è rilevato: “La cultura Sinta non appare generalmente compatibile con un inserimento occupazionale secondo l’onere di una prestazione lavorativa giornaliera da portare avanti per un numero costante di ore alle dipendenze di terzi. Le attività tipiche dello spettacolo viaggiante o della lavorazione dei metalli al servizio del territorio di volta in volta esplorato, mostrano semmai un’identità socio-culturale più vicina ad un’organizzazione autonoma dei tempi e delle risorse quotidiane, per certi aspetti non compatibile con la progettualità acquisitiva, accumulativa e “sacrificale” tipica del capitalismo.(…) Rispondere alle principali esigenze manifestate dalla comunità Sinta vuol dire allora garantire ai diversi nuclei familiari nuove possibilità d’autonomizzazione professionale compatibili con la propria identità culturale”.
La ricerca prosegue rilevando: “l’importanza di recuperare le professionalità perdute quali spettacolo viaggiante, raccolta di materiali dimessi, ambulantato. (…) che in ogni modo devono essere coordinate e supportate (almeno in una fase iniziale n.d.r.) dalle varie agenzie pubbliche e private presenti sul territorio”.

Anche se gli Enti Locali chiedono il superamento dell’assistenzialismo, inteso come insieme d’interventi e supporti economici, di diversa natura, dal quale da anni dipendono le famiglie Sinte.
Oggi e cambiato pochissimo per il popolo dei Sinti, ancora oggi e difficile che qualcuno assume un Sinto alle proprie dipendenze, in tutta l’Italia, sono poche le persone che danno un opportunità lavorativa, dando un lavoro che un qualsiasi cittadino “non Sinto” svolge.
Ci sono tantissime realtà, che inducono a pensare, a dichiarare con la certezza assoluta, che un lavoro concreto, con un assunzione regolare per il popolo dei Sinti non c’e’, è non c’e’ per svariati e molteplici motivi.La famiglia…Scopo principale nell’etnia Sinta, La fiducia, l’ostilità, l’etnia Sinta, la diffidenza, la reputazione di delinquere, la difficile convivenza con il chiuso, scarsa esperienza in certi settori lavorativi, mancanza di licenze, diplomi, la diversità di Tradizioni, Culture, Usi e Lingue, la discriminazione, l’odio razziale, e altre cento, mille ragioni.

Dopo quest’attenta valutazione e ricerca compiuta da anni, dopo avere trovato la certezza sicura del perché i Sinti non riescono a lavorare, né con il proprio lavoro tradizionale, e nemmeno con un qualsiasi altro lavoro! il perchè di tutte le difficoltà ad inserirsi in un lavoro nuovo che un qualsiasi cittadino sta praticando, dopo la scoperta dei molteplici motivi Concreti, Reali e diversi fra loro.
Si è stabilito che per dare una svolta concreta alle famiglie Sinte, a far sì che la maggior parte dei Sinti in Italia, riprenda a lavorare con il proprio lavoro tradizionale.
Si deve avvantaggiare il lavoro che tanti Sinti stanno praticando con un grandissimo successo oggi in tutta l’Italia, riproponendo e favorendo i seguenti lavori tradizionali e non;

Raccolta di ferro vecchio, Vendita a mercati di prodotti alimentari o non alimentari, con posti agevolati alle piazze di mercato, a chi ne fa richiesta, Vendita itinerante di prodotti con furgoni attrezzati, Chioschi, fissi o mobili di vendite varie, in tutto il territorio Comunale, Provinciale e Regionale, Arrotini, Sartoria, Lucidatori di qualsiasi metallo, Circense, Giostraio, Clown e animatori, Musicisti – portatori di musiche tradizionali tramandate da generazioni.

Ecco che, al fine di garantire il diritto al lavoro la popolazione Sinta, si deve promuovere adeguate iniziative per agevolare la concessione delle licenze e delle certificazioni relative all’esercizio di attività produttive, tutto per favorire le attività tipiche dei Sinti, che si debba valutare la possibilità di creare
dei permessi “anche provvisori”, degli aiuti economici per incominciare l’attività scelta dal singolo individuo o famigliare.
Ma l’importanza fondamentale e che prima di intraprendere qualsiasi iniziativa riguardante un lavoro per un Sinto, si debba intraprendere un dialogo con i diretti interessati.
Perchè fin ora la società maggioritaria, invece di cercare l’interazione, di cercare un cambiamento reciproco lavorando insieme, ha sempre cercato un’integrazione, causando un rifiuto totale alle scelte imposte.

Il che vuol affermare che oggi devono essere i Sinti parte proponente dei progetti di lavoro riguardante gli stessi, per far sì che tali lavori portino ad un futuro d’inserimento duraturo nella struttura sociale.
Permettendo che…questa minoranza nei secoli ha subito crudeli e vergognose persecuzioni, che ancora oggi continuano a manifestarsi, anche tramite i mas media.
Per cui dovremmo dare la possibilità a questo Popolo “non riconosciuto” di poter finalmente decidere il proprio futuro lavorativo.

HABITAT.

Per migliorare la condizione abitativa e l’inserimento della comunità Sinta.

Tenendo presente che i Sinti hanno vissuto per centinai d’anni nella libertà di movimento e di sosta, e che nonostante le persecuzioni e tentativi di integrazione nei secoli hanno continuato a praticare questa vita girovaga, di vivere una libertà di movimento con tutta la famiglia, ed avendo un forte senso di appartenenza alla famiglia, che vuol dire vivere con i famigliari le fasi di vita, per cui cercare un integrazione abitativa forzata vuol dire cancellare un identità e creare una situazione di disaggio sia per il popolo dei Sinti che per i non Sinti, per la non conoscenza delle reciproche Tradizioni Culture ecc, ( l’alloggio diventa per i Sinti un punto d’incontro per la famiglia, per cui si trovano spessosituazioni di riunioni famigliari, che tante volte non vengono vista positivamente per la presenza di altri nuclei famigliari all’interno dell’alloggio, l’adattamento alle regole condominiali e spesso conflittuale perchè chi a vissuto in un regime di libertà d’espressione e movimento, gli diventa difficile un adattamento immediato) ciò nonostante con un po’ di pazienza e di sopportazione abbiamo visto che la maggior parte dei casi, tutto sommato i Sinti si sono adeguati alle regole.
Rinunciando alla propria d’identità con problemi di depressione e incomprensioni famigliari.
CAMPI NOMADI:

In Italia nato all’inizio degli anni Settanta.
Il “campo nomadi” ha fallito essenzialmente il suo obiettivo di offrire un habitat dignitoso per queste famiglie.
Per la popolazione maggioritaria italiana il “campo nomadi”, era ed è ancora oggi la soluzione ideale per il popolo dei Sinti, mettere tutti insieme, uno sopra l’altra tutte le famiglie Sinte, con la convinzione certa che sia una soluzione ideale, senza rendersi conto che hanno creato soltanto dei Ghetti incredibili, che i campi nomadi sono portatori di delinquenza, creatori dei mali di tutti i Sinti, non solo ma anche per la popolazione maggioritaria che vive nei appartamenti vicino ad essi.
Inoltre, è da sottolineare che il Comitato Europeo per i Diritti Sociali, organismo del Consiglio d’Europa, ha condannato formalmente l’Italia sulla politica abitativa dei cosiddetti “campi nomadi”, identificando tre distinte violazioni della Carta Sociale Europea Revisionata, sottoscritta dal nostro Paese.Nella sentenza resa pubblica il 24 Aprile 2006, i CEDS ha decretato che le politiche abitative sviluppate per Rom e Sinti in Italia puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità d’interazione e condannano i Rom e i Sinti a subire il peso della segregazione su base razziale. Il Reclamo Collettivo dell’ERRC paventava presunte violazioni dell’articolo 31 della Carta Sociale Europea, indipendentemente o letto congiuntamente al principio di non discriminazione previsto dall’articolo E.Chiamato a rispondere sul Reclamo Collettivo presentato dall’ERRC, il CEDS, dopo aver esaminato la difesa del Governo Italiano ha deciso:1. unanimemente che l’inadeguatezza dei campi sosta per Rom e Sinti costituisce una violazione dell’articolo 31(1) della Carta, letto congiuntamente all’articolo E2. unanimemente che gli sgomberi forzati e le altre sanzioni ad essi associati costituiscono una violazione dell’articolo 31(2) letto congiuntamente all’articolo E3. unanimemente che la mancanza di soluzioni abitative stabili per Rom e Sinti costituisce una violazione dell’articolo 31(1) e dell’articolo 31(3) della Carta, letti congiuntamente all’articolo E.Tale condanna dovrebbe far riflettere perché l’Italia è l’unico Paese europeo che “concentrato” le popolazioni sinte e rom in luoghi definiti e in alcuni casi sorvegliati, così come avveniva in Europa durante il periodo nazi-fascista. Infatti, il nostro Paese è oggi identificato in Europa come “il paese dei campi”.

Oggi la gestione di un campo nomadi di proporzioni normali in una città media, adopera la mano d’opera di moltissime persone, di lavorare in circostanze non favorevoli né per i Sinti e né per i diretti dipendenti, la spesa di gestione e mantenimento di un campo nomadi, può essere a volte molto elevata.
Le problematiche che porta un campo nomadi sono enormi:
come la mancata sicurezza, la paura quotidiana del vicinato, l’immondizia, il caos, intolleranza fra Sinti e Gage, la perdita delle Tradizioni, Culture Usanze e Lingue dei Sinti in questione.
LA MICROAREA:

La microarea e un’area predisposta soltanto per una famiglia allargata Sinta, composta di genitori, figli e nipoti, dove nessun altra famiglia Sinta o qualsiasi, può introdursi, se non chè abbia un permesso speciale dalla famiglia residente e stabile nella microarea, la micro e un area di sicurezza, di pulizia, una area dove si può salvaguardare la propria Tradizione, la propria Cultura, l’Usanza e la propria Lingua madre…il “Sinto”, tutto questo in una micro si può, perchè è composta da una sola famiglia, allargata con un “capo famiglia” (quasi sempre, Nonno o Padre) temuto e rispettato da tutta la propria famiglia.
All’contrario del campo nomadi, con le molteplici problematiche, da l’impossibilità a un capo famiglia di farsi rispettare dagli abitanti del campo nomadi. La microarea da di sicuro la sicurezza che in un campo nomadi e difficile avere, in più porta zero criminalità, più sicurezza perchè facile da tenere sotto controllo, più pulizia, più tolleranza, più lavoro, zero spese di gestione o di qualsiasi altra spesa al Comune, Provincia, Regione poi addebita al contribuente maggioritario cittadino Italiano, meno popolazione Sinta ammassata in un solo luogo.

Ed e perciò che i Sinti devono trovare una sistemazione sicura, stabile, duratura e più adeguata ai loro Usi, Costumi, Tradizioni, Culture, Religioni e Lavori propri, la microarea.
Per arrivare ad un miglioramento concreto e visibile, hanno la necessità urgente ad stabilirsi definitivamente, in un area attrezzata di tutti i servizi occorrenti ad migliorare la loro condizione di vita.
Perciò l’urgenza primaria e la costruzione immediata delle microaree per le famiglie allargate,
attrezzate di case prefabbricate di una qualità ottima e duratura, con le relative utenze come, servizi igienici, impianti di riscaldamento, allacciamenti gas, acqua, energia elettrica, fognature e cassonetti per i rifiuti.
Tutte gli allacciamenti delle utenze fornite dal comprensorio Comunale e Private, compreso l’Affitto del Prefabbricato, dovranno essere pagate con delle regolari bollette, ad ogni singolo individuo Sinto italiano, come ha un qualsiasi altro cittadino italiano che abita in un normale condominio.

Tali strutture devono essere realizzati e costruiti insieme agli diretti interessati del posto, (Sinti) dove essi hanno la loro regolare dimora e residenza, indi ad evitare qualsiasi forma di emarginazione e discriminazione razziale, tali costruzioni dovranno essere collocati nelle vicinanze dei centri abitati, con l’intento ad facilitare l’accesso ai servizi pubblici, e alla partecipazione diretta degli utenti alla vita sociale, per favorire e migliorare le condizioni del lavoro, sia tradizionale che quello occasionale, e facilitare l’inserimento scolastico dei bambini Sinti.
Senza però sottovalutare la libera scelta per chi desiderasse andare a vivere negli alloggi popolari, in tal caso i diretti interessati ( Sindaci, Assessori e qualunque persona fosse incaricato a tali incarichi) devono intraprendere subito le eventuali provvedimenti ad non ostacolare tali iniziative.

Da notare e da prendere in seria considerazione che con la realizzazione delle microaree famigliari allargate, di misure non superiori ai metri quadri 2.500 e non inferiori ad metri quadri 1.000 (secondo i nuclei famigliari)
porterebbe non soltanto all’eliminazione totale dei campi nomadi, “che per il popolo dei Sinti sinonimo di reclusione, campo di concentramento, ghetto dove nessun essere umano dovrebbe vivere”, e per la popolazione maggioritaria , Comune, Provincia e Regioni, soltanto creatore di problemi catastrofici”,
Ma bensì, porterebbe migliore fiducia, più sicurezza e una migliore convivenza reciproca fra Sinti e la popolazione maggioritaria.
TERRENI DI PROPRIETA’ PRIVATA

In Italia moltissime famiglie Sinte (in prevalenza: Sinti Piemontesi, Estrekarjia, Lombardi, Veneti, Gackane, Emiliani e Marchigiani; hanno superato le logiche segreganti, discriminanti dei cosiddetti “campi nomadi”, acquistando dei piccoli appezzamenti terreni agricoli, dove vivono con le proprie abitazioni: le roulotte e le case mobili.Questa tendenza inizia negli anni Ottanta ed esplode in un decennio. Centinaia di famiglie, con enormi sacrifici economici, acquistano terreni agricoli di circa dai 1000 / 3000 mq. In particolare questa tipologia abitativa è propria dei Sinti Italiani.

Il vivere in roulotte è dettato da due principali motivazioni:
L’attività lavorativa, che per i Sinti Italiani è sempre stata quella dello spettacolo viaggiante
La coesione familiare, data da una serie di valori e norme che impongono una forte solidarietà all’interno della famiglia allargata e che implicano in alcuni casi lo spostamento anche per periodi medio - lunghi (es. in caso di bisogno di un componente della famiglia allargata che abita in altra località).
Inoltre, da alcuni anni si è costituita la Missione Evangelica Sinta che raduna migliaia di Sinti Italiani in convegni religiosi, nel periodo compreso tra la fine e l’inizio dell’anno scolastico. Centinaia di famiglie che si spostano con le proprie abitazioni da una città all’altra portando il messaggio evangelico.Il piccolo terreno è in definitiva la risposta che le Minoranze Italiane Sinte hanno dato alla logica del “campo nomadi”, sempre più vissuto come “ghetto” o “riserva indiana”.

Dagli anni ’80, migliaia di famiglie Sinte, sia per riuscire a scappare dal campo nomadi, che per avere qualcosa di suo, da poter un giorno lasciare ai propri figli, con mille difficoltà e sudori acquistano un terreno agricolo (agricolo è poco oneroso a livello finanziario, pochissime sono le famiglie che possono permettersi l’acquisto di una casa o di un terreno edificabile con il lavoro precario che hanno) pagandolo a rate mensilmente, un terreno agricolo di propria proprietà, dove poter vivere decentemente con la propria famiglia (genitori figli e nonni) con la roulot o una casa mobile.
All’epoca la legge permetteva ad una roulotte di poter sostare in un terreno agricolo oggi questa tipologia abitativa rischia è entrata in crisi a causa della nuova legislazione in materia di edilizia.
Il Testo Unico n. 380/2001, in materia di edilizia, decreta in maniera inequivocabile che una roulotte abbisogna di concessione edilizia (articolo 3/e/5). Prima dell’introduzione di questa norma la concessione edilizia era necessaria solo per quei manufatti che, ancorati in modo permanente al suolo, modificavano l’assetto del territorio.In Italia il legislatore, dal 1942, si era preoccupato in modo esclusivo di quei manufatti fissati al terreno, cercando di arginare il fenomeno “selvaggio” dell’abusivismo edilizio. Anche la Legge n. 47 del 1985 non riconosceva alla roulotte la configurabilità di abuso edilizio.E’ nel luglio 2000 che la roulotte è indicata come possibile abuso edilizio. La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, con sentenza n. 12128/2000 indica per la prima volta la roulotte ad uso abitativo come abuso edilizio.La roulotte costituisce abuso edilizio nel caso abbia solo la parvenza di mobilità -in quanto il prefabbricato è invece stabilmente incardinato al suolo con accorgimenti tecnici per garantirne la stabilità- in modo tale che è da considerarsi una vera costruzione che modifica -sia pure lievemente, ma durevolmente - l'assetto del territorio.
Senza però valutare e tener conto che la roulot o la casa mobile per il popolo dei Sinti e a tutti gli effetti la propria Casa, un involucro dove vive con la propria famiglia da generazioni, tramandando senza difficoltà tutte le tradizioni.
Ecco chè il terreno agricolo, l’unica soluzione abitativa propria, che poteva portare alla salvezza, non solo della famiglia, ma soprattutto della Tradizione, cultura, usanza e lingue del popolo dei Sinti, se non ci sarà presto un modifica, il terreno privato per i Sinti non potrà più essere la soluzione ideale, dove si poteva insegnare le proprie tradizioni.

Il governo, per migliorare la vita dei Sinti, per la chiusura totale dei campi nomadi…dovrebbe incentivare la realizzazione delle microaree per famiglie allargate, (non più di dieci nuclei) la concessione agevolata e prioritaria degli appartamenti a tutte le persone Sinte che ne fanno richiesta, (zenza ostacolare e impedire tale decisione d’abitazione) è di inserire una modifica al Testo Unico 380/2001 e alle conseguenti Leggi Regionali, in modo tale che ogni Comune debba comprendere nel proprio piano regolatore (la dicitura cambia da Regione a Regione) la possibilità di rendere fattibile l’insediamento su terreni, acquistati con proprie risorse, delle famiglie Sinte almeno per lo 0,5 per mille (dato da verificare in tutta l’Italia) delle aree agricole su un dato territorio.Ciò permetterà una sanatoria a tutte le situazioni preesistenti e la possibilità futura per altri insediamenti. Si consideri infatti che questa modalità abitativa è stata la risposta delle Minoranze e Sinte ai processi di segregazione e di assistenzialismo propri dei cosiddetti “campi nomadi”.